IL BASTONE SICILIANO

PARANZA: l'arte del BASTONE SICILIANO

Simone Reale, artista marziale, un giorno, durante uno stage di Aikido in Sicilia ebbe la gradita sorpresa di assistere durante una pausa dello stage ad una esibizione di bastone siciliano. Un uomo piccolo, baffuto e con coppola entrò al centro del salone e cominciò a volteggiare un bastone, il silenzio regnò...Il legno lucido per l'uso, il controllo perfetto ed i suoi "mulinè" fischiavano per l'aria. Conclusa la sua esibizione il piccolo maestro uscì in silenzio e prese la porta, neanche in tempo per sentire ciò che gli disse il maestro Tada, relatore di quello stage di Aikido: "Grazie, maestro".
Mi sono convinto che l'arte contadina del bastone, esercitata in sicilia da più di 800 anni, non può che rafforzare le nostre conoscenze del combattimento e della difesa personale e può permettere, almeno agli abitanti dell'isola, di approfondire se non l'esperienza del budo, almeno quella del Kobudo o dell'Escrima che deve essere qualcosa di universale e non prettamente nipponica, filippina o cinese, se vuole conquistare il mondo.
Gli echi dei combattimenti tra villani e signorotti, l'appoggio dato ai maestri di bastone ai picciotti di Garibaldi e la successiva resistenza del popolo alla repressione piemontese, sono pagine di storia, scritte anche dal bastone siciliano. Studiare una simile arte significa contribuire alla divulgazione e comprensione di problemi attuali. Questa è cultura ed è la strada che le nostre discipline marziali (Italiane) devono intrapprendere per poter avere un peso nel mondo occidentale.
Il bastone siciliano, o paranza, è una disciplina di combattimento risalente al 1200 ed è stato usato come strumento di lavoro e come arma di difesa contro occasionali assalitori, o animali selvaggi, da contadini e da pastori. Inizialmente non vi era una tecnica precisa, che cominciava a delinearsi verso il 1600. I signorotti della nobiltà contadina, i proprietari terrieri, appresero quest'arte che si mostrava efficace anche contro avversari armati di coltello. A quell'epoca avvenivano spesso duelli tra nobili e pastori, questi ultimi, se vincevano, acquistavano il diritto di pascolare le greggi senza pagare il pedaggio, altrimenti pagavano doppio. Questi non erano duelli veri e propri, ma scommesse e vedevano prevalere uomini del popolo, che poi diventavano guardiani assunti dal signore e anche maestri d'arme.
I pastori si sfidavano spesso a duello, anche mortale, per questioni d'onore e questa usanza venne anche adottata successivamente dai nobili. In questi casi ci si atteneva sempre ad un preciso codice d'onore e, grazie a questa pratica, la tecnica cominciò a raffinarsi. Poi, con l'avvento delle armi da fuoco, la funzione di difesa del bastone venne a mancare, ma restò il suo impiego nei duelli d'onore. oggi il bastone resta a livello di arte tramandata di padre in figlio, da amico ad amico, soprattutto nella Sicilia orientale, sui monti e nei luoghi scarsamente popolati, dove ancora i giovani non sono distratti dai problemi della società industriale. Quest'arte ebbe anche un altro protettore: la cosiddetta famiglia, antica organizzazione patriarcale, embrione della futura mafia. Soprattutto agli inizi del secolo scorso tale organizzazione rappresentava e si sostituiva alla legge in molti villaggi: si basava su una struttura gerarchica presieduta e diretta da uomini che avevano il titolo di capo bastone e vi erano anche altri gradi. I componenti di queste famiglie parlavano con un gergo: la favella, tutt'ora utilizzata in alcune zone siciliane.La tecnica del bastone è molto diffusa nell'Italia meridionale, un'altra grande scuola di questa arma è senza ombra di dubbio la scuola napoletana (alla quale sono particolarmente attaccato per motivi di nascita e famigliari). Il bastone siciliano comprende vari stili denominati "Tirata", la tirata ruotata e la fiorata sono tra i più diffusi, un'altra scuola collocata geograficamente nell'area di Messina,usa il bastone con una sola mano, come un fioretto, ma no è ritenuta molto efficace perchè nelle parate c'è il rischio che il bastone cada di mano. Nelle scuole maggiori, invece, il bastone viene maneggiato a due mani, con movimenti rotatori continui chiamati mulinè e solo occasionalmente viene utilizzata con tecniche offensive di stoccata, con una sola mano. Il mulinè eseguito a due mani difende tutta l'area intorno al corpo (un po' come un'elica), tenendo lontano gli aggressori. questa fase difensiva è completata da attacchi alla testa, colpi laterali a l viso, puntate allo sterno, alla gola ed al basso ventre, tutti mortali. La tirata insegna anche un suo particolare modo di spostarsi e camminare, assecondando appieno la tipologia del terreno su cui ci si trova (campagna, pavimento di piastrelle, sabbia, selciato bagnato etc...), spesso richiama la danza e si ispira ai movimenti dei pupi siciliani. Tirata vuol dire combattimento. Un elemento importante di queste scuole è detto "figurismo". Il figurismo è una sequenza obbligata di figure (posizioni) che anticipano il combattimento, rendendolo il più difensivo possibile ed al contempo ne caratterizzano lo stile adottato. Il bastone utilizzato si chiama anche ulivastro, per il particolare legno utilizzato per farlo: l'Ulivo appunto, è di colore biancastro lucido ed è molto leggero ed al contempo resistentissimo ai colpi più duri, anche sbattuto violentemente sul cemento. esso può avere dei noduli molto consistenti che vengono utilizzati per fratturare la zona ossea colpita in piccoli punti specifici. Il legno utilizzato viene raccolto in particolari periodi dell'anno, viene trattato e passato al fuoco per essere pulito raddrizzato e asciugato. La stagione di raccolta del legno è molto importante per la qualità stessa dell'arma. Altri legni utilizzati sono l'arancio amaro, il sorbo e la rossella. Nel duello vi è un giudice d'onore che controlla il rispetto delle regole. I motivi che danno origine a questa prova possono essere tanti e più o meno gravi e tocca al giudice stabilire, valutando la gravità dell'offesa subita da uno dei due contendenti, le modalità del combattimento stesso. Così il combattimento può svolgersi all'ultimo sangue, oppure al primo che riesce a colpire l'altro, o ancora evitando di colpirsi volutamente nei punti vitali. Esistono varie misure del bastone (in palmi) e diametri, ad esempio un bastone sottile può infliggere oltre che fratture anche lacerazioni.