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lettera del m° Peluso rivolta a tutti coloro i quali su forum settoriali diffamano ormai da mesi la sua attività calunniando la sua persona.

Salve a tutti,
dopo aver meditato ed essermi consultato col mio legale ed in comune accordo con esso, sono a rivolgermi a tutti coloro che sono intervenuti su questo forum citando il mio nome.
Non è mia abitudine utilizzare i forum come mezzo di comunicazione e se non fosse stato per un allievo che mi ha informato, probabilmente sarei rimasto all’oscuro di tutto (penso che nei forum non si dialoghi costruttivamente ma si litighi facilmente). Appena saputo ho subito contattato i responsabili ed i moderatori del forum chiedendo di contattarmi telefonicamente per poterne discutere, ma anche il mio secondo tentativo di avere con loro una comunicazione è stato ignorato. Per risposta mi è stato riproposto in pratica la rilettura del regolamento, che per altro avevo già letto all’atto dell’iscrizione al forum.
Scrivo questa lettera sperando di poter arrivare a ragionare con tutti voi ed evitare così di intraprendere azioni legali nei confronti dei responsabili e di alcuni fruitori del forum stesso per diffamazione, ingiurie e calunnia tramite il mezzo internet, ma anche di offese all’altrui reputazione ex art. 595 c.p.
http://it.netlog.com/groups/acchiappabusi/forum/messageid=814753

Da quasi 30 anni insegno diverse discipline, sportive e non solo: arti marziali, difesa personale, fitness e security. Da un ventennio, invece, sotto l’egida del CNSL/CONI dirigo e gestisco una delle più frequentate scuole professionali per istruttori. Ho detto scuole professionali e non palestra...
La passione che dedico al mio lavoro è tutt’ora viva e non rinnego i momenti difficili che ho dovuto attraversare per arrivare alla competenza ed alla professionalità che sono convinto di avere e meritare. Tutt’ora studio e mi impegno per ampliare le mie conoscenze su svariati argomenti inerenti questo lavoro e sperimento continuamente i risultati dei miei studi.
A 50  anni pratico ancora (e le “vivo”) le discipline che insegno, nonostante sia affetto da una rara e grave malattia: l’ipertermia maligna (sorta di alterazione muscolare e tumorale molto rara, aggravata anche da diabete) e nonostante il divieto categorico dei medici di non sottopormi a sforzi di questo tipo lo faccio comunque. Il mio non è pietismo. Ciò che mi appassiona, che mi rende sereno e felice, mi appaga, mi fa sentire vivo e mi fa credere nel futuro è proprio COMBATTERE, in tutti i sensi...questo mi hanno insegnato lo sport e le arti mazrziali.

Qualcuno, su questo forum, ha divulgato menzogne, ad esempio la notizia secondo la quale sarei stato battuto e (secondo loro) sonoramente da Taek Won Do-ka o praticanti di Win Tsun, (o di qualsiasi altra disciplina poco importa) presentatisi nella mia palestra, o nelle adiacenze della stessa, per sfidarmi e con l’intento di sconfiggermi ed umiliarmi davanti ai miei studenti.
Anche nella mia palestra, si può frequentare (e combattere) solo attenendosi ai severi regolamenti ed alle normative di legge che obbligano i frequentatori ad avere un’assicurazione. Per cui mi meraviglio che abbiano solo pensato di diffondere una simile bugia senza considerare che ci sono regole che automaticamente escludono tale possibilità.
Chiedo alle persone che hanno dichiarato di avermi sfidato e battuto, di farsi avanti e dimostrare le loro affermazioni. Chiedo alle persone che hanno affermato malignità sul mio conto, di giustificare questo comportamento. Considero questo atteggiamento molto ignorante ed attribuibile a sentimenti negativi e carichi di odio ingiustificato. Denotano più che altro invidia nei miei confronti e disprezzo per la disciplina che praticano e per lo sport che rappresentano. Chi ama lo sport, chi ama la competizione fisica, chi ama le arti marziali, dovrebbe anche amare il confronto ONESTO e diretto. Infamare qualcuno parlandogli alle spalle, è un comportamento oltre che codardo, completamente inadeguato alla morale che rispecchia invece l’ideale di queste discipline.

I miei allievi, clienti, candidati istruttori e bodyguards sanno benissimo a quale iter allenante mi sottopongo quotidianamente (forse anche per distogliere i miei pensieri dal mio attuale stato di salute). Le discipline che ho da sempre praticato sono diverse, come potete notare dai miei siti, ma fondamentalmente per me sono come un’unica cosa e non lo dico in senso semplificativo e dissacratorio. Le correlazioni a livello biomeccanico di una tecnica (ad esempio dell’Hapkido) sono simili, se non addirittura concettualmente le stesse di quelle di una tecnica di Wing Chun o di Grappling anche se le stesse discipline sono e restano comunque diverse e diametralmente opposte una dall’altra. Al di là delle parole, ciò si percepisce solo con la pratica delle suddette.
I miei corsi, tengo a precisare, sono altamente formativi ed impegnativi per chiunque (nessuno arriva nella mia struttura con l’idea che la sua formazione sarà una passeggiata oppure, peggio, con l’intenzione di “comprarsi” una qualifica).
La mia giornata lavorativa, a volte comincia già dalle 5 del mattino con le prime lezioni private di Wing Chun, o Hapkido quindi procede col mio impegno nel seguire tutti i miei candidati ed iscritti uno per uno. Chiedo scusa, quindi, se poi non riesco a collegarmi su internet come alcuni di voi invece, disponendo di molto più tempo del sottoscritto possono fare.

Non capisco le critiche di alcuni di Voi. Se volete criticarmi come insegnante di arti marziali fatelo pure, ma non capisco cosa c’entrano gli attacchi e le critiche alle altre mie attività non necessariamente correlate al mondo marzialistico (Fitness, Personal Training, Sicurezza).
Se guardaste con un po’ più di attenzione i miei siti, notereste che un’altissima percentuale di istruttori formatisi all’interno della scuola (che sono orgoglioso di rappresentare) sono tutti atleti o professionisti del settore che hanno già alle spalle anni di pratica e militanza della loro disciplina e che approdano alla mia struttura per poter avviare una loro attività con regolare P.I. o ottenere una certificazione idonea ai loro scopi professionali. Stando a ciò che si dice sul forum le centinaia di iscritti a i miei corsi sarebbero tutti idioti e fessi.
Il Vostro modo di intraprendere “vere e proprie campagne di smantellamento sistematico della reputazione ed attività altrui” è materia di studio, fra l’altro, anchè per i miei operatori bodyguards e investigatori privati e viene definita tecnicamente SOCIAL ENGINEERING.

Onestamente, amo talmente le A.M. che non mi sono mai lontanamente preoccupato di dare un indirizzamento preciso (lineage) alla mia scuola (i miei allievi combattono nelle gare più diversificate) principalmente perché non sento particolarmente questa esigenza ed anche perché non sono un maestro di tali discipline (Muay thai, Brazilian j-j, Judo, Wu Shu etc…non sento il bisogno di cercare in altre discipline ciò che ho trovato nella mia, che lritengo completa sotto tutti i punti di vista). I regolamenti tecnici delle diverse federazioni sportive (giustamente) impongono le linee comportamentali e tecniche da rispettare. Rispettare…appunto, ma siamo sicuri che poi, alcune federazioni RISPETTINO gli atleti?
A proposito quale sarebbe la migliore federazione, quale offre di più e quale soprattutto non defrauda gli atleti partecipanti?

Non voglio passare da presuntuoso ma in Italia fui uno dei primissimi pionieri (controcorrente allora) a proporre per la prima volta in modo “dissacratorio ed irriverente” (per gli amici marzialisti e tradizionalisti di allora) i combattimenti interstilistici. Fino ad allora non si erano mai affrontati karateka vs. pugili, o judoka contro vs.lottatori se non nelle domande e fantasie di ciascuno di noi (ciò che dico ha riscontro sulle riviste specialistiche dell’epoca). Allora venni deriso, proprio come oggi su questo forum. Nel proporre questi combattimenti mi appoggia alle due discipline che praticavo appunto. Hapkido e Lotta G.Romana. Il resto è storia… per ulteriori ragguagli sul mio revaival: e http://www.hapkido.it/Alessio.htm - http://www.hapkido.it/diplomi.htm .
Il mio chiodo fisso che caratterizza la mia vita è l’elaborazione ed il continuo miglioramento del mio sistema di auto protezione globale (l’MDIM: Metodo di Difesa personale Individuale e Modulare) che sta riscuotendo un notevole interesse da parte di moltissimi estimatori marziali e non, di varia estrapolazione e professionisti di settore
, malgrado le solite malelingue.

Sarei tentato di spiegarvi cos’è l’apkido ma preferisco evitare la trafila dei numerosi cenni storici invitandovi perciò a collegarvi su http://www.hapkido.it/hapkido.htm che ne tratta in modo esteso e specifico. Accenno solo al fatto che si tratta di una disciplina ibrida composta da impostazioni diverse tra loro. Essa nasce dall’esigenza di difendersi fin dai suoi esordi (1951) contro aggressioni multiple (i cosiddetti club attack). In essa confluiscono sia colpi devastanti di braccia che di gambe originarie del Taekyon coreano e Wa Rang (e non del Taek Won Do, anche se la terminologia di essi è la stessa) con tecniche di immobilizzazioni sofisticate provenienti dall’antico Aiki-jitsu (e non dall’Aikido come erroneamente detto sul forum da qualche sprovveduto utente). Arte marziale veloce, dinamica e potente ideale per situazioni di autodifesa. Nell’hapkido originario non era e non è contemplato l’agonismo. Ora tutte le più grosse organizzazioni di hapkido al mondo, forse per contrastare l’egemonia dilagante di tornei estremi (MMA, K1, Vale tudo) hanno inserito nelle loro programmazioni tornei e confronti di vario tipo. Un praticante di HKD può combattere comunque bene contro qualsiasi tipo di impostazione.

In Italia l’Ente CONI non riconosce direttamente tale disciplina in quanto tale (Hapkido). Pertanto se non vi è un riconoscimento ufficiale, come può esistere una federazione? Rinunciai a tale progetto anni fa poiché mi resi conto che era prematuro, come lo è tutt’ora…
Una Federazione deve sostenere e regolare, ma anche gestire, le attività delle centinaia e centinaia di strutture ad essa affiliate (e quindi di migliaia e migliaia di tesserati), se in Italia noi praticanti di hapkido, a tutt’oggi arriviamo a 450 tesserati è già molto, si tratta pur sempre di un discreto numero ma irrisorio rispetto ai numeri di altre discipline marziali e federazioni. Gli screzi, i litigi e soprattutto il fatto che alcuni istruttori con manie da “prime donne” hanno, non aiuta certamente l’hapkido a diffondersi come merita. La solita storia: “le potenzialità ci sarebbero”…

L’invito a meditare è d’obbligo. Una seria Federazione non cerca di fare del proselitismo tra i praticanti di altre discipline (es. Judo o Tae Kwon Do) ma lo fa attraverso una politica e scelte didattiche educative (il futuro sono i bambini non scordiamocelo). In futuro probabilmente se si sorvolerà sui propri egoismi e ci si unirà le cose allora potranno prendere per il bene di tutti il verso giusto. Ai fatti posso affermare che oggi, in totale umiltà, la EHO ha veramente fatto “fatti” e non parole: nel 1994 abbiamo organizzato il primo evento internazionale di Hapkido in Italia. Abbiamo richiamato a Bologna centinaia e centinaia di appassionati da tutta Europa dando vita a quello che è stato definito un grosso evento: un seminario con le delegazioni nazionali di Germania, Belgio, Italia e Corea del sud. Un grosso successo per l’hapkido italiano. Non è un caso se la nostra scuola pullula spesso di “aficionados” (veicolati dal ns. sito ufficiale) hapkido-ka provenienti da tutto il mondo (da quest’anno, grazie anche all’intervento della World Korean Hapkido Federation (una delle federazioni più potenti al mondo, promotrici dei prossimi giochi olimpici-marziali di Pechino 2010) giungeranno studenti anche dalla Madre Patria, la Corea, per scambi di esperienze tecniche ed umane. L’invito a venirci a trovare è sottointeso per tutti. Poi mi si dice  che non faccio nulla per promuovere l’hapkido in Italia...

Ad alcuni che hanno scritto ed infangato su di me su questo forum, raccomando, prima di scrivere, di studiare bene e di focalizzarsi sui concetti di Tempo, Modo e Distanza a me tanto cari, così da dirigerli (mirando bene) verso i propri obiettivi e non su quelli di altri, che potrebbero distrarli dai loro stessi proponimenti, deviandoli in tal modo dal realizzare i loro stessi obiettivi e concretizzare i propri sogni.
Che ciò che ho scritto sia stato recepito oppure no, mi auguro che i post offensivi nei miei riguardi spariscano da questo forum quanto prima perché non voglio ricorrere a ciò che ho anteposto all’inizio di questa mia, per il bene di tutti.
I miei più cordiali e sportivi saluti e buon allenamento a tutti.

Non mi vergogno per quello che dico, sono e faccio; Voi invece dovreste un minimo pensare prima di scrivere certe cose.

Alessio Peluso