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Flos duellatorum


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il Flos Duellatorum

Il Flos Duellatorum e' uno dei primi trattati storici pervenutici direttamente dal periodo medioevale prerinascimentale che tratta in specifico l'arte del combattimento, della scherma e della difesa personale armata, disarmata, pedestre ed equestre. L ' autore e' Fiore dei Liberi di Premariacco, maestro di scherma tradizionale, nato a Cividale del Friuli d' Ostria (Udine) sulle sponde del fiume Natisone. La data della sua nascita e' incerta, ma poiche' esso stesso afferma, nel momento in cui scrisse il Fior di Battaglia (1409-1410) di praticare da piu' di 50 anni, si puo' dedurre con un buon margine di certezza che esso sia nato tra il 1340 ed il 1350. Poco sappiamo di Fiore dei Liberi e quel poco che conosciamo ci viene indicato da lui stesso nel prologo del suo trattato. Di nobile ma non facoltosa famiglia originaria di Premariacco, Fiore fin da giovanissimo prese parte a varie contese nella sua cittadina, ragion per cui imparo' ben presto l'arte della spada, segnando cosi' il suo destino. Ben presto Fiore capi' che per uno schermidore non bastavano il coraggio e l'ardimento ma occorreva anche una conoscenza approfondita di un certo numero di tecniche, piu' tecniche si conoscevano e piu' possibilita' di rimanere in vita esistevano. Divenne uno dei maestri piu' seguiti dell'epoca e fu assoldato da varie ed importatnti famiglie. Il trattato propone tecniche e strategie con svariate armi (spada, daga, spada a due mani, bastarda, pugnale e lancia) ma anche un certo numero di tecniche di difesa personale corpo a corpo e disarmato contro daga. Infine, viene trattato in modo molto succinto anche il combattimento con la lancia a cavallo. Rimane a tutt'oggi un documento inestimabile e dimostrativo delle italiche tradizioni marziali.

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Un noto giornalista specializzatosi in articoli di scherma, duelli ed araldistica, Jacopo Gelli, fece riferimento più volte al "Fiore dei Liberi". Ma la persona che ridiede "vita" al trattato è senza dubbio Francesco Novati, che in occasione dei XXXV Campionati Mondiali di scherma, a Roma, presentò la riedizione aggiornata e completa del trattato con commenti ed interessanti confronti, unitamente all'Opera Nova del maestro Achille Marozzo. Il Nostini, nell'introduzione della nuova riedizione, considera questo trattato come un vero e proprio manuale di sopravvivenza dell'epoca. Fiore iniziò a scrivere il trattato il 10 Febbraio 1409. Il libro pur considerato come una pietra miliare della storia schermistica italiana, si occupa di svariate aree del combattimento. Vengono trattate, inoltre anche studi su prese, rotture di braccia, torsioni, contusioni su parti vitali del corpo.

Alcune poste (posizioni) del Flos


Per guadagnar le prese e' son aparichiato. Se non te ingano, tu harai bon mercato.

Per arrivar alle prese mi sono preparato e solamente se non riesco nell'inganno te la caverai a buon mercato.


Se per ingegno non me vinceray, zo' crego Che cum mia forza ti faro' male et pejo.

Credo che se non mi vincerai con l'ingegno con la mia forza ti faro' male ed anche peggio.


Cum li braci vegno acusi' ben destese per Guadagnar in ogni modo le prese.

Ti vengo incontro con le braccia così ben distese allo scopo di raggiungere con ogni modo le prese.