Evoluzione di una arte marziale

L’Hapkido in relazione alla recente evoluzione degli sport da combattimento

L’attuale diffusione, in maniera massiccia ed incontrollata degli sport da combattimento quali le M.M.A., se da un lato ha messo in evidenza i limiti e le mancanze dei classici metodi di allenamento in uso nelle Arti Marziali Tradizionali, nello stesso tempo richiede una riorganizzazione delle stesse e una ridefinizione del ruolo che queste devono rivestire in un contesto sociale e sportivo mutato in maniera considerevole negli ultimi anni. Oggi sicuramente le discipline da combattimento e da difesa tradizionali si trovano a fronteggiare (in maniera giustificata) una crisi di adesioni apparentemente inarrestabile dovuta ad una perdita di credibilità nel raffronto con metodi di allenamento più efficaci, quali quelli adottati dagli sport da contatto in ambito agonistico e non solo. Le palestre in cui si praticano quest’ultime discipline, brulicano di praticanti entusiasti, non solo quelli più competitivi o “esaltati” che hanno come obbiettivo il rude confronto della gara, ma anche coloro i quali vedono in certi sport strumenti più adatti a forgiare in maniera ottimale il proprio corpo e in grado di renderli più pronti in caso di necessità reali di pericolo o di aggressione.

Premesso questo, che senso possono ancora avere metodiche di allenamento basate sulla ripetizione ossessiva di schemi e forme, svincolate da un’applicazione pratica di quanto appreso e da una preparazione fisica in grado si supportare la tecnica oggetto di studio? Volendo sintetizzare al massimo, il problema da porsi a mio parere è quello della sopravvivenza stessa di certe “Arti della guerra” basate su rigidi protocolli del passato che non rispecchiano più le esigenze dei contesti attuali in cui lo scontro è quello “urbano” di città sempre più violente e disumane, dove i contrasti si moltiplicano e s’inaspriscono ogni giorno. Tra i due estremi, quello dell’agonismo per tutti e a tutti i costi, esasperato, muscolare, spesso privo di metodo e prospettiva e quello di tecniche pretenziosamente difensive, spesso velleitarie, non verificate e verificabili sul campo si deve collocare la nuova Arte Marziale del futuro.Il mio auspicio è quello della nascita di una nuova arte del combattimento che pur mantenendo il suolo carattere ludico-pedagogico, si fondi su un metodo empirico costruito su tecniche realmente efficaci in quanto applicate costantemente in un confronto libero e senza schemi nei luoghi dell’ allenamento;una disciplina che sia difesa, più che da strada “per la strada”, in cui non si vada alla cieca in un confronto, ma consapevoli delle capacità e dei limiti in precedenza sperimentati.

Il nuovo non può non prendere spunto da una tradizione verificata e consolidata nei secoli, ma non può permettersi neanche il lusso di restare pura teoria eludendo le richieste di concretezza e di applicabilità in ogni contesto pratico. Per cui, la via che a me sembra l’unica praticabile, è quella di una sintesi che permetta di elaborare metodi di difesa e di lotta basati su concetti e tecniche estremamente concreti, facilmente divulgabili ed assimilabili dal maggior numero di persone.

Il lavoro con colpitori sacchi e protezioni, unito a una preparazione atletica di primo livello devono entrare a far parte in maniera stabile ed organica del bagaglio tecnico di ogni “Marzialista” così come formule di combattimento e contatto fisico che pur non estremizzate consentano a ognuno di mettersi alla prova ed essere consapevoli delle capacità acquisite. Tutto questo non può essere comunque svincolato dall’osservanza di un codice morale che funga da colonna portante dell’allenamento in modo da conferirgli una finalità che trascenda il semplice sforzo fisico elevando lo sport ad arte da vivere e lo tramuti in un’ancora morale da utilizzare nei momenti oscuri dell’esistenza. Una disciplina come l’Hapkido, moderna ma allo stesso tempo con salde radici nella tradizione è la candidata ideale ad incarnare un nuovo modello di Arte Marziale innovativa nel linguaggio, semplice nell’apprendimento e concreta a tal punto da divenire “metodo divulgabile universalmente” qualsiasi siano gli obbiettivi del praticante e a qualsiasi fascia di età essi appartengano.

Massimiliano Vasarelli

insegnante e praticante di arti marziali
CN Karate
CN 2° dang istruttore Hapkido EHO

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