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la
lotta Pale e la Orthepale |
(Pale ed Orthepale)

Il termine Palè sta a dimostrare l'altissima considerazione che i greci avevano per la lotta; infatti con questo termine chiamarono tutti gli edifici dove si svolgevano attività sportive di qualsiasi tipo (Palestra). Plutarco considera la lotta come la sublimazione dello sport, esaltandone le qualità, oltre che di forza ed elasticità anche quelle più fini di arte ed astuzia. La vita di un lottatore era caratterizzata dalla ricerca continua dell'arte e dell'agilità che contraddistinguevano la tecnica e la tattica dei suoi combattimenti. Col sopravvanzare dell'età, quindi della maturazione dell'atleta stesso, si assisteva ad un processo di "appesantimento muscolare" dello stesso che ne sottolineava sempre più le capacità di forza pura (Milone, famosissimo lottatore, era stato celebratissimo nel fiore dell'età per la sua particolare eleganza ed agilità della sua tattica, poichè questo elemento colpiva maggiormente l'animo artistico dei greci), infatti lo stesso Milone verso la fine della sua carriera, sovrastava i suoi avversari non solo per l'esperienza acquisita ma soprattutto per la notevole massa muscolare di cui a fine carriera possedeva e con la quale "schiacciava" letteralmente gli avversari. Prima degli incontri, gli atleti, per riscaldare e sciogliere la muscolatura, si cospargevano il corpo di olio e per evitare che il corpo diventasse conseguentemente sfuggente alle prese ed agli attacchi, si spolveravano con della sabbia finissima che rendeva possibili le prese. A fine incontro gli atleti venivano vigorosamente massaggiati in tutto il corpo con un atrezzo preposto a tale uso: lo STRIGILE; si trattava di un atrezzo a forma di gancio incavato, che al suo passaggio raccoglieva l'olio, la sabbia ed il sudore sul corpo dell'atleta, massaggiandolo contemporaneamente ed energicamente in modo efficace il corpo. La specialità più praticata era senza dubbio il TRIAGMO: la prova consisteva nel fare cadere il contendente per tre volte, senza cadere a propria volta.
L' ORTHEPALE, è la versione più antica di lotta, caratterizzata dal combattimento in piedi, non è contemplata la lotta a terra. Vince chi riesce a portare al suolo l'avversario per tre volte. Qualsiasi appoggio a terra, che non siano i piedi, determina la propria sconfitta. Si poteva fare qualsiasi tipo di tecnica: soffocare, lanciare, sgambettare, afferrare alle spalle, torcere e mettere in leva l'avversario, ma si vinceva solo se si riusciva a far cadere per tre volte il contendente.
La PALE, invece, prevede sia la lotta eretta che al suolo, l' obbiettivo è la sottomissione dell'avversario mediante qualsiasi tecnica. Ideale disciplina per una propedeutica ed uno sbocco nel Pancrazio.
I titoli più ambiti erano:
ACONITO (senza polvere): colui che riusciva a vincere tutti gli incontri del torneo con tutti gli avversari che riconoscevano la sua superiorità.
ANEFREDO: chi vinceva tutti gli incontri senza nessuna vittoria ottenuta per sorteggio.
un titolo meno desiderato era:
EFEDRO: si guadagnava questo titolo quando si vinceva per sorteggio.
Alcune date importanti della lotta ellenica:
776 a.c. - 1° Olimpiade
708 a.c. - La lotta viene inserita nel programma olimpico
632 a.c. - Inserimento gare di lotta per gli adolescenti.
per i corsi di Pugylatus Caesties, Pale, Orthepale e Pancrazio di Bologna, contattare direttamente il numero: 335/830.67.46